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Welfare DesignerLa figura professionale che progetta il welfare a partire dai bisogni

Politiche e servizi

povertà educativa

locuzione, femminile · anche povertà educativa minorile

Condizione in cui bambini e ragazzi sono privati delle opportunità di apprendere, sperimentare e sviluppare capacità, talenti e relazioni, indipendentemente dalle loro potenzialità.

Definizione

La povertà educativa riguarda l’accesso alle opportunità formative in senso ampio: scuola, ma anche attività culturali, sportive, artistiche, relazionali. Non coincide con la povertà economica, anche se le due condizioni sono spesso correlate, e si manifesta in fenomeni come la dispersione scolastica, i bassi livelli di competenze e lo scarso accesso a esperienze extrascolastiche.

Riferimenti normativi

La legge di stabilità 2016 ha istituito il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, alimentato da contributi delle fondazioni di origine bancaria a fronte di un credito d’imposta. I bandi finanziati dal Fondo sono gestiti dall’impresa sociale Con i Bambini.

Nella pratica

Gli interventi di contrasto alla povertà educativa sono in genere costruiti come «comunità educanti»: alleanze tra scuole, enti locali, terzo settore, famiglie e realtà del territorio che condividono obiettivi e risorse. Comprendono servizi per la prima infanzia, doposcuola, orientamento, attività estive, sostegno alla genitorialità.

Nel welfare design

La povertà educativa è un ambito in cui pesa molto la frammentazione delle risorse: le opportunità spesso esistono ma non raggiungono chi ne ha più bisogno. Per questo la mappatura degli attori e il lavoro di comunità hanno un ruolo centrale nella progettazione degli interventi.

Voci correlate

  • welfare di comunità · Modello di welfare in cui la risposta ai bisogni sociali è costruita insieme da servizi pubblici, terzo settore, imprese, famiglie e cittadini di un territorio, valorizzando relazioni e risorse locali.
  • lavoro di comunità · Metodo di intervento sociale che coinvolge gli abitanti di un territorio, i gruppi informali e le organizzazioni locali nell’individuare problemi comuni e nel costruire risposte condivise, rafforzando i legami e le capacità della comunità.
  • mappatura degli attori · Attività di ricognizione dei soggetti che operano su un territorio o su un tema, delle risorse di cui dispongono e delle relazioni che li legano, svolta per orientare la progettazione di un intervento.
  • analisi dei bisogni · Attività di raccolta e interpretazione di informazioni su una popolazione o un territorio, svolta per individuare i problemi a cui un servizio o una politica dovrebbe rispondere.

Fonti

  1. L. 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, commi 392 e seguenti (Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile).