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Welfare DesignerLa figura professionale che progetta il welfare a partire dai bisogni

Profilo professionale

Il welfare designer

Il professionista che guida la progettazione di servizi, politiche e modelli di welfare a partire dai bisogni delle comunità, coordinando enti pubblici, privati e del terzo settore e costruendo le condizioni organizzative ed economiche perché gli interventi durino.

Missione

Il welfare designer non eroga direttamente i servizi: li progetta insieme a chi li gestirà e a chi li userà, facilita il lavoro tra soggetti diversi e definisce fin dall’inizio come verrà misurato il cambiamento generato. Il suo contributo si colloca nel passaggio, spesso scoperto, tra la lettura di un bisogno e la messa in opera di una risposta sostenibile.

Principi di riferimento

  1. 1
    Partire dai bisogniIl punto di partenza sono le persone e i territori, non l’offerta di servizi esistente o un finanziamento disponibile.
  2. 2
    Progettare con, non perChi userà e chi gestirà un servizio partecipa alla sua costruzione.
  3. 3
    Collegare prima di creareLe risorse di un territorio vengono messe in rete prima di aggiungerne di nuove.
  4. 4
    Pensare alla durataModello economico e governance si definiscono insieme al servizio.
  5. 5
    Rendere conto del cambiamentoGli indicatori si fissano all’inizio e i risultati vengono restituiti a finanziatori e comunità.

Che cosa fa

Le attività caratteristiche seguono le sei fasi del metodo, nell’ordine in cui di solito si presentano in un incarico:

  1. Ascoltare e leggere i bisogni: capire il bisogno reale, non quello presunto.
  2. Mappare risorse e attori: chi fa già qualcosa, con quali mezzi e con quali limiti.
  3. Progettare con le comunità: il servizio si costruisce con chi lo gestirà e con chi lo userà.
  4. Definire modello economico e governance: chi paga, chi decide, chi risponde.
  5. Fissare gli indicatori fin dall’inizio: quale cambiamento si vuole generare, e come lo si riconoscerà.
  6. Accompagnare la realizzazione: avvio, monitoraggio, correzioni, rendicontazione.

Dove lavora

Enti locali e ambiti territoriali

Piani di zona, co-programmazione e co-progettazione, riorganizzazione dei servizi.

Enti del terzo settore

Nuovi servizi, reti e partenariati, sostenibilità e valutazione.

Enti ecclesiastici e congregazioni

Riconversione di opere e immobili, servizi per la comunità.

Fondazioni e finanziatori

Bandi orientati all’impatto, accompagnamento dei progetti finanziati.

Figure affini

FiguraSi occupa diDifferenza con il welfare designer
Assistente socialePresa in carico delle persone e delle famiglie; professione regolamentata con albo (L. 84/1993).Il welfare designer lavora sul disegno dei servizi e dei sistemi, non sui singoli casi.
Progettista socialeRedazione e gestione di progetti, spesso legati a bandi e finanziamenti.Il welfare designer interviene prima del bando, sui bisogni e sul modello, e dopo, sulla durata.
Valutatore d’impattoMisurazione degli effetti di interventi già definiti.Il welfare designer integra la valutazione nella progettazione fin dall’inizio.
Service designerProgettazione di servizi in qualunque settore, pubblico o privato.Il welfare designer applica il metodo al welfare, con i suoi attori, le sue norme e le sue fonti di finanziamento.

Inquadramento

In Italia non esistono un albo né un percorso formativo riservato al welfare designer. La figura rientra tra le professioni non organizzate in ordini o collegi, disciplinate dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4, che consente la costituzione di associazioni professionali e il rilascio di attestazioni di qualità ai propri iscritti. Il profilo professionale pubblicato su questo portale è il documento di riferimento che descrive attività, competenze e responsabilità della figura.

Profilo professionale del welfare designerVersione 1.0, bozza in consultazione · 26 ottobre 2026
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